L’Italia si scopre razzista?

L’Italia è davvero diventata razzista?

Negli ultimi mesi l’Italia ha visto moltiplicarsi fatti di cronaca in cui vittime di episodi di discriminazione e intolleranza sono stati neri, sia uomini, sia donne, ma pure in alcuni casi musulmani.

L’ultima aggressione è accaduta pochi giorni fa ai danni di Daisy Osakue, atleta della nazionale italiana, colpita ad un occhio da un uovo lanciato da un’auto in corsa. Ma prima di lei si possono enumerare diversi altri casi. Uno dei più famosi è stato quello di Luca Traini, giovane neonazista di 28 anni che a Macerata il 4 febbraio di quest’anno ha scaricato 2 caricatori della sua Glock contro sei uomini di colore per “vendicare”, a suo dire, la morte di Pamela Mastropietro, avvenuta pochi giorni prima, la cui responsabilità è stata appurata essere di un paio di spacciatori neri.

Ma ci dobbiamo chiedere ora se davvero siamo diventati così razzisti. Certo, è vero che negli ultimi tempi e nello specifico nel 2017 l’estrema destra ha conseguito consensi che tuttavia si sono tradotti in una manciata di voti, se paragonati a quelli ottenuti dal M5S ad esempio. Però al contempo lo scorso anno sono cresciuti minacce, insulti e pestaggi, che hanno fatto da braccio armato alla sempre più pervasività di propaganda, manifestazioni e cortei a difesa di una sorta di slogan l’Italia agli Italiani” che rievoca tempi bui.

A questo punto il dibattito politico si è concentrato su questo nuovo fenomeno che è stato evidenziato in particolare dal PD – il quale stando all’opposizione – ha puntato il dito contro la politica dell’odio su cui Salvini avrebbe giocato la carta per vincere le elezioni appellandosi e facendo breccia su quella parte dell’elettorato sensibile ai temi della sicurezza e di una riaffermazione di uno spirito nazionale. Sono stati contati ben 33 episodi dal giorno dell’insediamento del governo M5S- Lega avvenuto il 2 giugno. Entrambi i rispettivi leader, Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno seccamente smentito una correlazione con il loro insediamento politico. A dare un appoggio alla maggioranza è intervenuto Luigi Manconi, coordinatore dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (UNAR).

In Italia il razzismo è un fenomeno minoritario, di una minoranza che negli ultimi tempi è purtroppo cresciuta costantemente» afferma . «E voglio aggiungere che parlare di Italia come di un Paese razzista è sbagliato: così si applica il meccanismo essenziale del razzismo, cioé omologare e attribuire a un tutto le caratteristiche di una parte». Manconi però punta il dito contro la xenofobia, «che è qualcosa di ben diverso», sempre più forte e diffusa. Una mentalità che sempre più spesso sfocia nella violenza: «Abbiamo calcolato che da gennaio 2018 a luglio 2018 ci sono state undici persone colpite da proiettili di fucile o pistola, ad aria compressa o meno. Non credo sia un’operazione clandestina, una macchinazione inquietante strisciante nel Paese». Ma la situazione è comunque grave: «Non è una cospirazione bianca, ma nemmeno l’effetto di un raptus. In tutti questi crimini è centrale l’effetto emulazione: questi “cecchini” sono comuni cittadini, la violenza e l’intimidazione diventano attività domestica».

Il problema secondo il direttore del Foglio, Giuliano Ferrara non è da imputare a tutta la società civile, sebbene questi è deciso a condannare apertamente la posizione di Salvini. Molto più duro è il commento del suo collega dell’Avvenire, Marco Tarquinio, il quale tona con un eloquente “Vergognamoci e reagiamo con civiltà”.

La conclusione che posso a mio giudizio trarre è che sentimenti di razzismo e odio nei confronti del diverso ci sono sempre stati, ma negli ultimi anni e soprattutto in questi ultimi 2 mesi si sono manifestati con maggiore virulenza, complice in gran parte un ministro degli Interni che non si fa scrupoli a strumentalizzare episodi come quelli sopra descritti e non si scomoda a difendere le vittime, in una strategia di continua campagna elettorale, ma quasi si diverte a controbattere a colpi di post e tweet chi protesta e lo accusa di essere una sorta di mandante morale di questi fatti deprecabili.

E voi che ne pensate?

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